domenica 2 marzo 2008

Harry Potter e l'ordine della Fenice di J.K.Rowling

Capitolo 14
Percy e Felpato

La mattina dopo Harry fu il primo del suo dormitorio a svegliarsi. Rimase desteso a guardare la polvere vorticare nel raggio di sole che passava dalle tende del baldacchino, e assaporò il pensiero che era sabato. La prima settimana di scuola sembrava essersi protratta in eterno, come una gigantesca lezione di Storia della Magia.
A giudicare dal silenzio sonnacchioso della stanza e dalla luce acerba del raggio di sole, era appena passata l'alba. Scostò le tende attorno al letto, si alzò e cominciò a vestirsi. Il solo rumore, a parte il cinguettio remoto degli uccelli, era il lento, profondo respiro dei suoi compagni di Grifondoro. Aprì la borsa dei libri con cautela, prese piuma e pergamena e uscì dal dormitorio, diretto alla sala comune.
Andrò dritto verso la sua vecchia, molle poltrona preferita accanto al fuoco ormai spento, si mise comodo e srotolò il foglio. Si guardò intorno: i frammenti accartocciati di pergamena, vecchie Gobbiglie, barattoli di ingredienti vuoti e incarti di dolci che in genere ingombravano la sala comune alla fine di ogni giornata erano spariti, così come tutti i berretti da elfo di Hermione. Chiedendosi distratto quanti elfi fossero ormai stati liberati volenti o nolenti, Harry stappò la boccetta dell'inchiostro, intinse la piuma, poi la tenne sospesa qualche centimentro sopra la liscia superficie giallognola della pergamena e pensò intensamente...ma dopo un minuto si trovò a fissare il focolare vuoto, senza che gli fosse venuta un'idea.
Ora capiva com'era stato difficile per Ron e Hermione scrivergli durante l'estate. Come faceva a raccontare a Sirius tutto quello che era successo nell'ultima settimana e a chiedergli tutte le cose che gli premevano senza dare a potenziali ladri di lettere un sacco di informazioni inopportune?
Rimase seduto immobile per un po', scrutando dentro il camino; poi finalmente prese una decisione, intense ancora una volta la piuma nella boccetta d'inchiostro e la posò risoluto sulla pergamena.
"Caro Tartufo,
Spero che tu stia bene, i primi giorni qui sono stati terribili, sono proprio felice che sia arrivato il finesettimana. Abbiamo una nuova insegnante di Difesa contro le Arti Oscure, la professoressa Urmbridge. E' simpatica quasi come la tua mamma. Scrivo perché la cosa di cui ti avevo scritto la scorsa estate è successa di nuovo ieri sera mentre ero in castigo con la Umbridge.
Il nostro più grande amico manca a tutti quanti, speriamo che torni presto.
Ti prego, rispondi in fretta.
I migliori saluti, Harry

dal libro Harry Potter e l'ordine della Fenice di J.K.Rowling

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