venerdì 14 marzo 2008

Architettura Neoclassica -




Architettura Neoclassica

Interventi meno significativi in Italia, i pochi sono prevalentemente al Nord, ad eccezione di Piazza Plebiscito a Napoli, altri sono dove passarono gli Asburgo o Napoleone.
Trieste è un esempio di bellissima città neoclassica, mentre Venezia non si evolve, resta ciò che è; a Milano la rivisitazione neoclassica è opera del Piermarini. Lavorò sempre per gli Asburgo e la sua opera più famosa è il Palazzo alla Scala.

Palazzo alla Scala
Teatro più conosciuto al mondo per la migliore acustica, dato dallo studio dell’onda sonora. Deriva da una lunga tradizione di teatri, che però prima erano all’interno delle case delle famiglie nobili. La lirica è il genere tipicamente italiano.
La sala è stata restaurata di recente; elegantissima ma anche sobria. Si affaccia su piazza alla scala davanti a palazzo Marino, la facciata è molto piccola, composta da un avancapo e due ali, le colonne sono di ordine corinzio. Il teatro sembra una villa, di colore giallo tipico a Milano e che prende il nome di giallo Piermarini, color terra di Siena. Dopo il restauro il giallo si è scolorito.
La facciata è estremamente sobria, minimalista. L’edificio è di gusto romano, in particolare il tetto non si vedeva nell’età classica.
Inaugurata nel 1778, voluta da Maria Teresa d’Austria; si chiama così perché vi era la chiesetta di Santa Maria della Scala. La prima opera scritta inaugurale fu fatta da Salieri.

Dal punto di vista architettonico la Scala si rifà al Teatro della Reggia di Caserta, del Vanvitelli, ma divenne immediatamente il modello di riferimento per il "teatro all'Italiana" a vi si ispirarono molti altri teatri, tra cui La Fenice di Venezia, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Massimo di Palermo e vari altri. Il suo interno all'origine era molto differente da quanto si vede oggi: è stato infatti rifatto più volte, con diversi interventi tra cui quello del Canonica e dello scenografo Sanquirico. Attualmente ha un aspetto che richiama il neoclassico, con le fasce che costituiscono il parapetto di gallerie e palchi in color avorio, e decorazioni in oro. Le colonne che separano un palco dall'altro sono un po' arretrate in modo da migliorare la visione. Inizialmente i palchi erano decorati nel modo preferito dai singoli proprietari, che vi ponevano tappezzerie colorate, mobili, specchi e sedie di loro scelta. Ora le pareti sono state uniformate con del damasco rosso, ad eccezione di un palco che è stato mantenuto con l'arredo originario. Fino a pochi anni fa il pavimento della platea, dei palchi, delle scale e dei corridoi era completamente rivestito di moquette rossa. Dopo la ristrutturazione la platea è stata pavimentata con legno a vista, e nei palchi è stato posta della terracotta. L'effetto prima della ristrutturazione era di un luogo più lussuoso, ma bisogna dire che ora l'acustica pare migliorata.
Le ristrutturazioni iniziarono da subito. Nel 1808 l'architetto Luigi Canonica intervenne aumentando la profondità del palcoscenico(di 16 metri), procedendo poi, nel 1814, a demolire alcuni edifici (fra cui il convento della Scala) sull'attuale via Verdi, al fine di consentire la costruzione di nuove sale di scenografia e nuovi servizi per i cantanti, i ballerini e i figuranti.
La pianta della platea è a forma di ferro di cavallo, vi sono quattro ordini di palchi e due gallerie. All'opposto del palcoscenico vi è il palco reale, oggi riservato alle autorità. Il boccascena è di 16 x 12 metri, ed è identico a quello del teatro degli Arcimboldi, in modo che le scene possano passare da un teatro all'altro senza problemi. All'inizio il sipario era una tela dipinta, che si apriva a caduta. Ora il sipario è rosso, con apertura all'imperiale, con una complessa decorazione in oro sempre in stile neoclassico. Nella parte superiore del sipario vi è lo stemma del Comune di Milano , e sopra un orologio luminoso.
Attualmente vi sono due foyer. Quello sopra l'ingresso, destinato agli spettatori dei palchi, e uno superiore destinato a quelli delle gallerie. È curioso notare che uno di questi venne ricavato dalla "stanza delle stufe". Non essendoci il riscaldamento, si usava produrre una certa quantità di braci da porre in appositi bracieri che (dislocati nel Teatro) tentavano di riscaldare un po'.
La facciata dispone di una soluzione che ha fatto storia: la galleria delle carrozze, subito imitata da altri teatri. Per il resto, nulla di straordinario: una facciata lineare e tipica dell'epoca. Il Piermarini non aveva previsto che si potessero vedere i coppi, perché il teatro ai suoi tempi si apriva su una via relativamente stretta. Con l'apertura di Piazza della Scala vi è l'effetto curioso del timpano sormontato da coppi.
Tra il 2002 e il 2004 la Scala è stato oggetto di una radicale ristrutturazione, allo stesso modo in cui si era intervenuti anche sui grandi teatri europei (L'Opera di Parigi e il Covent Garden di Londra). Questa ha portato ad aggiungere una torre scenica di dimensioni anche maggiori, e (a lato) una struttura a pianta ovale. Il progetto è stato dell'architetto svizzero Mario Botta.
Questa ristrutturazione è stata effettuata per un tempo che segna un record assoluto per una importante opera pubblica italiana (senza le lungaggini che hanno caratterizzato la ricostruzione della Fenice di Venezia o la storia drammatica del teatro palermitano) ma non è stata priva di polemiche. Queste polemiche hanno riguardato in primo luogo l'impatto estetico della torre scenica e della "torre" a pianta ovale. Ci si è chiesti poi se il palcoscenico di dimensioni così grandi fosse davvero necessario o anche solo utile. È stato sostenuto che il palcoscenico e i camerini fossero a loro volta un luogo storicamente rilevante. Un altro punto dolente è che per realizzare questa ristrutturazione si sono distrutti importantissimi reperti archeologici della Milano Romana, residui di uno dei momenti più importanti per Milano v.(Storia di Milano) e per la stessa umanità. (Non è la prima volta, perché qualcosa del genere è successo anche per la costruzione dell'attuale biglietteria sotterranea realizzata negli scorsi decenni). I lavori, iniziati nel gennaio 2000, furono terminati nel dicembre 2004. Il teatro rinnovato è stato ufficialmente restituito al pubblico con la rappresentazione dell'Europa riconosciuta, di Antonio Salieri, la stessa opera che fu commissionata per la prima inaugurazione del Teatro.

Nessun commento:

Posta un commento