venerdì 28 marzo 2008

30 marzo 2008


http://www.giovannicertoma.it/zoom.asp?a=208&b=6

.....Voglio credere che tutti sentiamo la nostalgia del Padre, solo che ‘vederLo’, richiede - ora - tanta fede, l’abbandono di ogni sicurezza, una fiducia totale in Lui.

“Ma noi, uomini di oggi - affermava
Paolo VI, il 20 novembre del 1968 - facciamo opposizione: a che giova cercare Dio? Un Dio così nascosto? Non basta quel poco che se ne sa, o se ne crede di sapere? Non è meglio impegnare il nostro pensiero allo studio di cose più proporzionate alle nostre difficoltà conoscitive? La scienza? La psicologia? Cioè il mondo e l’uomo?
Ci si dimentica che l’uomo in tutto il suo essere spirituale, cioè nelle supreme difficoltà di conoscere e di amare, è correlativo a Dio: è fatto per Lui; ogni conquista dello spirito umano accresce in lui l’inquietudine e accende il desiderio di andare oltre, di arrivare all’oceano dell’essere e della vita, della piena verità che sola dà la beatitudine. Togliere Dio come termine della ricerca, a cui l’uomo è per natura sua rivolto, significa mortificare l’uomo stesso. La cosiddetta ‘morte di Dio’ si risolve nella morte dell’uomo”....

da Omelia del 30 marzo 2008 - mons. Riboldi

Nessun commento:

Posta un commento