lunedì 25 febbraio 2008

A Vittorio di A. Parronchi


Ho rispettato la quiete
del tuo studio. Erano là
a fissarmi i tuoi occhi.
Li vedevo assorti nel lavoro
ardere dietro un apparente
velo di tristezza... Dietro, era la gioia,.
E i miei si chiusero. Non una
di queste cose mi seguì, nel breve
viaggio che feci verso le ombre,
non una, ma, ricordo, strane immagini
d'abbandono, e pensieri
importuni che venivano a riprendermi.
Dopo filtrò più luce, ed era ancora
Milano, la tua stanza,
l'Italia che mai più grande e leggera
è di quando risale
a Lecco per le valli, e io mi dicevo:
si slargherà il suo cielo
su noi e sempre più lievi ombre saremo
al suo perpetuo schiarire.

poesia a Vittorio Sereni di A. Parronchi (da Occhi sul presente)

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