sabato 9 febbraio 2008

Viaggio in Italia di Johann Wolfang Goethe

http://www.casatoboffo.it/images/Palazzo_Pisani-Moretta.jpg
8 ottobre.
Ho visitato il palazzo Pisani Moretta per vedere un quadro prezioso di Paolo Veronese. Rappresenta le donne della famiglia di Dario in ginocchio davanti ad Alessandro ed Efestione. La madre, che sta sul davanti del quadro, scambia Efestione per il re. Quegli si schermisce ricusando l'omaggio, e addita il sovrano a destra. Si racconta la fiaba che l'artista fosse stato bene accolto in questo palazzo e lungamente ospitato e che avesse dipinto, in segreto, questa tela per regalarla in compenso, e che l'avesse avvoltolata e cacciata sotto il letto. Il certo è che essa merita una origine singolare perché rivela tutta la valentia del maestro. Essendo il quadro perfettamente conservato come se fosse di ieri, vi si può notare l'arte meravigliosa di raggiungere la più rara armonia merché la sapiente distribuzione delle luci e delle ombre come dei diversi colori locali, senza spandere su tutta la tela un tono generale. Poiché, in verità, se un quadro di questo genere è deteriorato, il godimento che si prova nel contemplarlo è turbato senza che se ne comprenda la ragione. Chi volesse fare al pittore un appunto per i costumi, immagini che egli abbia voluto rappresentare una storia del secolo XVI e non cerchi di più. La gradazione della madre alla sposa e alla figlia è quanto c'è di più vero e ben riuscito. La più giovane principessa, che alla fine si prostra, è una graziosa gattina: ha un visetto gentile, caparbio ed altero. Pare che la posizione in cui si trova non le sia affatto gradita. Il mio antico dono di guardare le cose con gli occhi del pittore, il cui quadro mi ha impressionato, mi porta ad una particolare riflessione. E' evidente che l'occhio si forma secondo gli oggetti che si vedono dall'infanzia: il pittore veneziano, ad esempio, vede ogni cosa più luminosa e più serena. Noi che viviamo fra polvere e fango, su una terra scolorata che offusca tutti i riflessi e passiamo, spesso, i giorni in camere anguste, non possiamo sviluppare in noi tale sguardo giocondo. Passando per le lagune, nello splendore del sole, e mirando i gondolieri, dagli abiti a vari colori, e che leggermente sospesi sulle panchette delle gondole remano e si disegnano sulla superficie verde e luminosa, nell'aria azzurra, ebbi la migliore e più viva immagine della scuola veneziana. La luce abbagliante del sole accentuava i colori locali, e le parti in ombra erano così chiare che, relativamente, avrebbero potuto, alla loro volta, servire da luce. Lo stesso può dirsi dei riflessi verdi sulla superficie verde e luminosa del mare.
Tutto era chiaro su chiaro, su chiaro, sicché occorreva la spuma delle onde e lo scintillio della luce per dare risalto al quadro. Tiziano e Paolo Veronese raggiungono, al più alto grado, tale splendore; e se non si rinviene nelle loro opere, vuol dire che il quadro l'ha perduto, o è stato ridipinto. Le cupole e volte della chiesa di San Marco con le loro facciate laterali son ricoperte di figure svariate dipinte su fondo dorato. Dappertutto si vedono mosaici; alcuni veramenti belli, altri di minor valore, secondo il maestro che ne preparò il disegno.
Sono stato colpito dall'idea che tutto dipende dalla prima invenzione e che da essa viene la misura giusta, lo spirito vero: con pezzetti di vetro quadrangolari si può imitare il buono e il cattivo, e qui si vede che non si procedette sempre con la stessa accuratezza. L'arte che dava agli antichi i loro pavimenti, e ai cristiani le volte delle loro chiese si è sbriciolata, oggi, sulle tabacchiere e i braccialetti. I tempi sono più cattivi di quanto si creda.

dal libro Viaggio in Itali di Goethe

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