venerdì 1 febbraio 2008

Segreti dei Gonzaga di Maria Bellonci


http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/86/Palazzo_Te_Mantova_2.jpg/250px-Palazzo_Te_Mantova_2.jpg

Il palazzo quadro del Te, dove Giulio Romano sembra aver voluto cogliere in un disegno architettonicoil segreto della gente di pianura, in colloquio costante con la terra, appare di lontano come un edificio basso, quasi piatto a confronto degli altissimi tigli che lo circondano; ma prende rilievo a mano a mano che ci si avvicina per levarsi poi in un completo paesaggio fantastico non appena si inizia il viaggio tra le sue mura. Gaiezza cinquecentenca, abbondante, aromatica, muscolosa, dirompe da questo palazzo creato per gli amori di Federico Gonzaga con Isabella Boschetti in un momento felice. Nulla che percuota come il Mantegna nella Camera degli Sposi in Castello, s'intende; ma sull'architettura scompartita secondo una regola umanisticamente geometrica, s'innesta il liberissimo discorso dei pittori e degli stuccatori, con la fiera dei nudi amorosi nella sala di Psiche, con i delicati virtuosismi delle decorazioni, con il teatrale orrore della sala dei Giganti. Qui, certo, Leonora, fu condotta - era la meraviglia del luogo - e le fu fatto ascoltare forse da Vincenzo stesso, come la voce di uno che parli pianissimo stando in un angolo della salam arrivi all'angolo opposto, resuscitata da sotterra con una vibrazione soffocata: e davvero qualche cosa di noi per un breve momento è calato agl'inferi e ci ritorna gridando al soccorso.

dal libro Segreti dei Gonzaga di Maria Bellonci

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