giovedì 21 febbraio 2008

Omelia del giorno 24 Febbraio 2008 di Mons. Riboldi

Non ci resta che aprire le porte del cuore, ORA, a Gesù, vicino al nostro pozzo.
Mi viene alla mente la stupenda composizione di J. Arias:“Il mio Dio non è un Dio duro, impenetrabile, insensibile, impassibile.Il mio Dio è fragile. È della mia razza.Perché io potessi assaporare la divinità, amò il mio fango.L’amore ha reso fragile il mio Dio.Il mio Dio ebbe fame e sonno e si riposò.Il mio Dio fu sensibile, fu passionale e dolce come un bambino.Amò quanto è umano, il mio Dio: le cose, gli uomini, il pane e la donna, i buoni e i peccatori.”

dall'Omelia del 24 Febbraio 2008 di Mons. Riboldi

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