sabato 23 febbraio 2008

Mondo spendido di Hermann Hesse


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Sempre e poi sempre, o vecchio o giovane torno a
avvertire:
una montagna notturna e al balcone una donna
silenziosa,
bianca una strada al chiaro di luna in lieve penddio,
e ciò mi lacera il cuore nel petto atterrito di
struggimento.

O mondo ardente, o tu chiara donna al balcone,
cane che abbai nella valle, treno lontano che passi,
come mentite, come atroci ingannate me ancora,
e pur tuttavia voi siete sempre il mio sogno e
delirio più dolce.

Spesso ho tentato la strada per la tremenda
"realtà"
dove hanno valore mode, assessori, leggi e denaro,
ma solitario mi sono involato, deluso e liberato,
verso là dove sogno e beata follia zampilla.

Afoso ventonotturno negli alberi, scura zigana,
mondo ricolmo di nostalgia pazza e profumo di
poesia,
mondo splendente, di cui sono schiavo
eternamente,
dove a me guizzano i tuoi bagliori, dove riecheggia
per me la tua voce.

dal libroVagabondaggio di H. Hesse

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