venerdì 8 febbraio 2008

Il Fontanile di Bareggio di Marta Diotallevi

http://www.comune.bareggio.mi.it/Fontanile/fontanile%200101%20WEB.jpg
IL FONTANILE DI BAREGGIO (MI)
diMarta Diotallevi
Il fontanile di Bareggio è una riserva naturale situata nella fascia delle risorgive, circondato da un boschetto e abitato da una comunità di organismi di varie specie che convivono e interagiscono tra loro. Le zone delle risorgive, in origine paludose e poco utilizzabili, sono state rese fruibili mediante scavi; l’acqua superficiale, in queste zone, è molto vicina al terreno, proviene infatti dalla prima falda (situata a circa 8 metri sotto il livello della terra) e sgorga grazie ai tubi emuntori.L’acqua di falda ha la caratteristica di essere chimicamente pura, filtrata e limpida, per merito delle correnti che impediscono il ristagno e non permettono la formazione di alghe in superficie.Il fontanile di Bareggio è costituito da due teste, cioè due bacini profondi circa 1,80 metri ed aventi origini temporali diverse. Il fontanile è posto in una zona tra l’alta e la bassa pianura, l’acqua dalle teste confluisce in un’unica asta, creando così la pressione necessaria per far risalire l’acqua.La temperatura del fontanile oscilla tra i 10° (in estate) e i 15° (in inverno), questo perché l’acqua impiega quattro mesi per sgorgare in superficie e inoltre la terra è coibente, materiale isolante termicamente. Si è osservato che sulla superficie dell’acqua era presente del vapore, poiché vi era una grande differenza tra temperatura dell’acqua e dell’ambiente.Il fontanile è un parco artificiale costituito da un continuo sali-scendi del terreno con fossi e sul quale si utilizza la tecnica della marcite, mediante la quale il terreno si mantiene verde tutto l’anno, poiché viene bagnato da un velo d’acqua che, in inverno, impedisce alla terra di gelare mantenendola umida. Questo metodo permette 7-8 tagli di fieno l’anno.Il terreno del fontanile deve anche essere fertilizzato, per questo il taglio d’erba di novembre non viene raccolto.Per quanto riguarda la vegetazione, vi sono diversi tipi di alberi e arbusti tra i quali trovano rifugio molte specie animali. È stato infatti possibile vedere un ampio roveto, distrutto dalla recente nevicata, nel quale molti conigli avevano realizzato la propria tana; diffusi anche i ‘buchi’ sui tronchi degli alberi creati dai picchi, per costruire il nido.Due esemplari di latifoglie, il carpino e la quercia, costituiscono un caso particolare nel fontanile, in quanto mantengono le foglie secche in autunno e queste cadono solamente quando, al loro posto, sono cresciute le gemme.All’interno del fontanile, vi sono inoltre, piante di sambuco, che un tempo rappresentavano una grande risorsa, visto che, dal sambuco, si ottenevano sette farmaci per curare sette malattie diverse; inoltre, era anche usato per cucinare. Dal legno del sambuco si potevano ricavare anche semplici giocattoli, poichè ha la proprietà di essere molto duro e resistente, ma nel contempo, pure, con un’”anima” morbida e facile da scavare.Un’altra particolare pianta presente nel fontanile è l’ontano nero, il cui legno, immerso in acqua, non solo non marcisce, ma diventa più duro; inoltre quando il legno viene spezzato assume il colore rosso e gli organi sessuali dei fiori sono differenziati.Per quanto concerne, invece, la fauna presente nel fontanile, gli uccelli sono gli animali predominanti, ed è possibile classificarli in base alla forma del becco: un becco sottile, come quello del pettirosso, è tipico degli insettivori; un becco robusto, come quello della ghiandaia, è tipico dei granivori che, nutrendosi di semi, utilizzano il becco per schiacciarli; vi sono poi gli onnivori, come il fagiano, che si nutrono di un po’ di tutto.Gli uccelli carnivori, che si cibano di prede ancora vive, si possono dividere in due gruppi: rapaci, con becco adunco e artigli; e non rapaci, come l’airone cinerino e quello guardabuoi, che hanno un becco lungo, con cui catturano e inghiottono i pesci interi. Infine, gli uccelli rapaci si dividono in altri due sottogruppi: i rapaci notturni, che si caratterizzano dalla posizione frontale degli occhi come l’uomo e da zampe ricoperte per volare silenziosamente, ne sono esempi il gufo, la civetta, l’assiolo e l’allocco; al contrario i rapaci diurni, come il falco smerigli, hanno la posizione laterale degli occhi, come tutti gli altri uccelli, e le loro zampe non sono ricoperte, quindi durante il volo è possibile sentirli in quanto emettono un sibilo.Un’eccezione rispetto alla normale classificazione è rappresentata dal picchio, che ha un becco robusto nonostante sia un insettivoro, questo perché scava il legno alla ricerca di insetti che riesce a catturare con la lingua che, infatti, è lunga, retrattile e ancorata al naso.Le zampe poi sono formate da due dita anteriori e due posteriori, in modo da permettere una salda presa sui tronchi degli alberi, preferibilmente già cavi. La frequenza con cui un picchio becca sull’albero è di 15 battiti al secondo.I rettili presenti nel fontanile sono principalmente lucertole, ramarri e serpenti. Un esempio di serpente è il biacco, biscia di terra priva di veleno che, in caso di pericolo, attacca e morde, piuttosto che fuggire.Abitanti del fontanile sono anche i conigli con coda bianca e a batuffolo, e lepri, con coda dello stesso colore del mantello.Per capire quale tipo di animale abiti in un luogo è necessario studiare: 1.orme, 2.escrementi, 3.tane e nidi, 4.piume, pelli, pelo(risultato della muta), 5.avanzi di pasti (tronchi o carcasse).Per stabilire la presenza di animali molto piccoli, non potendo basarsi sulle cinque tracce usate normalmente, è possibile esaminare gli avanzi di pasti di animali carnivori. Ad esempio, osservando le borre del gufo, oltre a peli è possibile trovare ossa o piccoli scheletri.In un fontanile il primo anello della catena alimentare è costituito dalle alghe, che contribuiscono alla produzione di ossigeno e sono cibo per altri animali acquatici. Le alghe si presentano solo legate al substrato a causa delle correnti, ad esempio alla superficie di un sasso non appoggiata al terreno.Poi vi sono i piccoli invertebrati, legati al substrato anch’essi, diversamente sensibili all’inquinamento. Invece, dal numero di specie presenti è possibile controllare la qualità delle acque. Molto diffuso tra i crostacei è il gambero d’acqua dolce, che può essere autoctono, di colore grigio e bioindicatore, oppure alloctono, come il gambero della Luisiana, che si nutre di uova di pesci o di altri gamberi.Si può, attraverso il prelievo biologico, risalire alla presenza dei bioindicatori e quindi alla qualità dell’ambiente, così come l’analisi biologica va indietro nel tempo compensando l’analisi chimica, che, invece, si ferma all’istante in cui è effettuata.Per l’analisi biologica si utilizza un retino a maglie fini (seconda della dimensione di ciò che si vuole prelevare), che si posiziona sul fondale controcorrente e si agita il substrato, per raccogliere ciò che viene smosso.Si sono potuti osservare diversi organismi di differenti specie:- gammaride, crostaceo con più di sei zampe, erbivoro e abbastanza sensibile all’inquinamento- odonato, larva di libellula, insetto acquatico, sei zampe, respira ossigeno attraverso tracheobranchie- otonecta, insetto che respira l’aria atmosferica in superficie, crea poi una bolla d’aria e torna in profondità- chinonomide, larva di moscerino, dittero, con movimento a virgola, vive anche in ambienti inquinati- glassifonia, sanguisuga, irudineo, con corpo segmentato, può avere anche otto paia di occhi- astuccio di tricotteri, fatto di sabbia e rametti, i tricotteri lo fabbricano, perché hanno un addome molle senza esoscheletro, sono buoni indicatori di qualità.

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