sabato 23 febbraio 2008

I Tre Re Magi di R.M. Rilke


http://www.geocities.com/athens/olympus/5406/magi11.jpg


Un dì, quando ai margini del deserto
si aprì la mano del Signore
come frutto che d'estate
già dischiude il suo cuore,
accadde un prodigio: nel lontano Oriente
si riconobbero e salutarono
tre Re e una stella lucente.

Tre Re ch'erano in cammino
e la stella onnipresente,
e andavan tutti (occorre tu rifletta!),
a manca un Re e un Re a dritta,
a una stalla silente.

Che cosa non portavano
alla stalla di Betlemme!
Lontano ogni passo risuonava,
e quello che con il caval di San Francesco viaggiava,
comodo come su velluto sedeva;
e quello che alla sua destra camminava
un uomo d'oro era;
e quello alla sua sinistra prese
- facendo oscillare e tintinnare
un tondo argenteo arnese
che dondolando e roteando pendeva -
tutto azzurro a fumare.

Sorrise allora la stella onnipresente
così singolarmente sopra la piccola compagnia,
e corse avanti e si fermò alla stalla
e disse a Maria:
Ecco, dei viandanti io porto
che vengon da un paese lontano:
tre Re molto potenti,
eroici cupi scuri,
carichi di topazi e ori -
troppo non ti spaventare.
A casa loro han tutti e tre
dodici figlie, ma nessun figlio:
chiedono perciò d'avere il tuo Bambino
come sole per il loro azzurro cielo
e conforto al loro trono.
Ma subito non credere che d'essere solo
un principe sfavillante e uno sceicco pagan
sia del Figlio tuo destino.

Pensa, lunga è la strada che hanno percorsa,
da molto, simili a pastori, sono in cammino:
frattanto il loro antico regno caduto sarà
nelle mani di chi Dio solo sa.
E mentre qui, caldo come il vento di ponente,
del bove li riscalda il fiato,
forse già poveri saranno,
tutto forse avran perduto.
Fuga perciò col tuo sorriso
la confusione che stringe lor cuore e mente,
e volgi, deh! il tuo viso
e il Bimbo tuo verso levante;
ciò che ognuno ti ha lasciato,
in azzurri filoni giace in quel paese:
smeraldi e rubini
e valli di turchese.

dal "Libro delle immagini"

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