giovedì 21 febbraio 2008

Harry Potter e la pietra filosofale di J.K.Rowling


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Capitolo 6

Il binario nove e tre quarti


L'ultimo mese che Harry trascorse con i Dursley non fu affatto divertente. Anche se ora Dudley aveva tanta paura di Harry che non voleva stare neanche un attimo nella stessa stanza con lui, e zia Petunia e zio Vernon non lo chiudevano più nello sgabuzzino, non lo costringevano a fare niente e non lo sgridavano: anzi, per la verità non gli rivolgevano neanche la parola. Per metà terrorizzati e per metà furibondi, si comportavano come se la sedia dove Harry sedeva fosse vuota. Benchè, per molti versi, questo rappresentasse un netto miglioramento, dopo un pò diventava deprimente.
Rimaneva chiuso nella sua stanza, in compagnia della sua nuova civetta. Aveva deciso di chiamarla Edvige: il nome l'aveva trovato in una Storia della magia. I libri di testo erano interessantissimi. Steso sul letto, leggeva fino a notte fonda, con Edvige che andava e veniva, libera, dalla finestra aperta. Fortuna che zia Petunai non veniva più a passare l'aspirapolvere, perché Edvige non faceva che portare dentro topi morti. Ogni sera, prima di andare a dormire, Harry spuntava un altro giorno sul foglio di carta che aveva appeso alla parete, facendo il conto alla rovescia fino al primo settembre.
L'ultimo giorno di agosto ritenne opportuno dire agli zii che il giorno dopo si sarebbe dovuto recare alla stazione di King's Cross; per questo scese in soggiorno, dove loro stavano guardando un programma di quiz alla televisone. Si schiarì la gola per segnalare la sua presenza, e Dudley si precipitò urlando fuori dalla stanza.
"Ehm...zio Vernon?"
Zio Vernon grugnì per far capire che stava ascoltando.
"Ehm...domani devo essere a King's Cross per...andare a Hogwarts".
Zio Vernon grugnì di nuovo.
...............

dal libro Harry Potter e la pietra filosofale di J.K.Rowling

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