domenica 3 febbraio 2008

Gli occhi dell'imperatore di Laura Mancinelli


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I conti di Agliano rispettarono la volontà dell'imperatore, né chiesero mai a Bianca che cosa contenesse il messaggio. Lei, d'altra parte, serbò il segreto gelosamente, e lo seppellì nel suo cuore, ma il nastro di seta che legava i suoi capelli si ornò da allora di uno spillo d'oro con un ceruleo zaffiro.
Quello spillo tratteneva nella pergamena il nastrino che il cavaliere aveva sottratto al falcone di Bianca, e ora lo rimandava come segnale di riconoscimento. E lo scritto erano pochi versi in italiano, che cominciavano con quelle parole che ella aveva già udito
Bianca, sigillo di neve,
a voi il saluto del cuore.
Bianca, falcone d'amore,
a voi la mia vita, a voi il mio onore.
Bianca lesse in segreto le parole del messaggio, le rilesse più volte, e benché non avesse esperienza di messaggi d'amore, ne capì il senso e l'impegno anche dallo stipito silenzio dei suoi familiari, che avrebbero rispettato la volontà dell'imperatore.
Ne fu felice e spaurita, anche se non le era ben chiaro che cosa le sarebbe accaduto. Ma chiari nel ricordo erano gli occhi azzurri del cavaliere, la luce dell'imperio e la dolcezza che ne emanava, la richiesta contenuta nei versi, ordine e preghiera nello stesso tempo.
Ad entrambi i falchi prediletti legò un nastro d'oro alla zampina sinistra: su quello dello straniero era scritto "Federico", su quello di Folgore stava scritto "Bianca". E aveva cura che sempre volassero insieme, e quelli insieme s'alzavano in cielo, vi compievano le loro aeree volute e insieme ridiscendevano, quando lei li chiamava, a posarsi sulla sua mano guantata. E mai era tra i due né odio né bisticcio, ma come legati da grande affetto, sempre volentieri stavano insieme.
Guardandoli, Bianca immaginava per sé la stessa dolce confidenza, una lunga stagione d'affetto, un dolce dilagar del sentimento in un tempo senza confini, senza richiami di trombe né scalpitare di cavalli impazienti.
dal libro Gli occhi dell'imperatore di Laura Mancinelli



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