martedì 26 febbraio 2008

Albergo di Medbh McGuckian



Credo che la differenza indagabile
tra l'inverno e l'estate sia una donna
che chiede di essere salvata, un'eroina semi
addormentata che tu possa sentire
ma non vedere, come lo spazio
tra gli uccelli quando di nuovo mi volgo
al cielo per un altro sentimento vuoto.

Vorrei assegnarle un nome
dai cento significati, tutti
segreti, che seguano il loro destino tracciato
come il mosaico argentato della settimana
scorsa, che trovi un albergo nella
sua voce, da usare ogni volta che
la storia si ripetesse spietata.

E lascerei che lei imparasse dal cielo, che fu
intelligente e quieto, dalla pioggia perché improvvisa,
dall'annuire che da solo sa essere segno del silenzio,
persino da quella bocca troppo invadente.

poesia di Medbh McGuckian

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