domenica 3 febbraio 2008

34^ Stramilano - 2005: "Così come a Praga anche a Milano è mancata la brillantezza degli ultimi 5 Km..." di Giovanni Certomà


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34^ STRAMILANO - 2005: ”COSÌ COME A PRAGA ANCHE A MILANO È MANCATA LA BRILLANTEZZA DEGLI ULTIMI 5 KM…”
diGiovanni Certomà
È stata la mia ventunesima mezza la 34^ edizione della Stramilano 2005. Era veramente tanta la voglia di riscattarmi dal crono di una settimana prima a Praga, crono che non mi aveva molto soddisfatto (1h44’). Avevo attribuito quei minuti in più ad un tracciato fatto praticamente tutto di pavè e in quest’ultima edizione della mezza meneghina ero veramente curioso di verificare se quel tempo fosse da ricondurre veramente al pavè o ad altro. Il mistero, domenica 10 aprile, posso dire con certezza che si è ampiamente svelato. Non è stato il pavè! Così come a Praga anche a Milano la stessa identica cosa: mi è mancata la brillantezza di spingere negli ultimi cinque chilometri, da ricondurre ad una assenza, da diverso tempo ormai, di lavori specifici e regolari di ripetute. Molto motivato ero prima e anche durante la corsa, mi ero detto “o scendo sotto l’1h40’ oppure salto”. La motivazione, poi, era anche molto forte, perché ho corso pensando e dedicando tutta la gara alla memoria di un mio vecchio prof. (Archimede Bucchino), al quale, tagliato il traguardo, il mio pensiero e il mio gesto sono andati guardando su nel cielo. Tanti, veramente tanti i podisti che alle 11:15 siamo partiti dal Castello sforzesco, sospinti dal classico colpo di cannone. Mi è successa una singolarità che mai mi era capitata, non son riuscito a vedere i cartelli chilometrici, pazzesco! Passa il primo, il secondo, il terzo, il quarto, il quinto, il sesto, il settimo, l’ottavo, il nono chilometro e non riesco a intravedere nessuno cartello; tanto che chiedo, con una certa frequenza, agli altri amici in corsa a che chilometro fossimo. Morale della favola il primo cartello lo vedo al decimo chilometro e là faccio il mio primo rilevamento cronometrico: 47’58. Buono veramente buono, stavo andando ad un buon ritmo, brillante e in spinta, con una proiezione sul filo dell’1h40’. Mi accorgo e capisco anche il perché non avessi fino ad allora visti i cartelli: non erano posizionati, come al solito, a terra, ma in alto su dei supporti metallici; e inoltre, dopo il chilometraggio già fatto, c’erano anche quelli indicanti i chilometri mancanti. Procedo, va bene, l’11° e il 12° km li passo a 9’47, buon ritmo. 4’56,4’56, 5’04, rispettivamente il 13°, 14°, 15° km. Già il 15° mi dava un segnale non proprio positivo ed in effetti la conferma di quella sensazione si concretizza sempre più chilometro dopo chilometro. Non riesco, come faccio di solito, a partire e cambiar passo proprio nei cinque chilometri conclusivi, tanto è vero che continuo a 5’28,5’07, 5’11, 5’17 e poi il crollo definitivo in particolare all’ultimo: 5’29,6’15. Concludo in 1h45’32”. Ho corso due mezze al mese da febbraio, ora scaricherò e lavorerò molto in allenamento, con regolari lavori specifici di qualità, per fare una grande mezza a fine maggio a Bergamo e prima, magari, testare la condizione in una a inizio maggio.

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