giovedì 7 febbraio 2008

13 Maratonina di Busto Arsizio - 2004: Correndo in modo strano...di Giovanni Certomà

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13^ MARATONINA DI BUSTO ARSIZIO - 2004: CORRENDO IN MODO STRANO...
di Giovanni Certomà
Dopo l’ottima prestazione del 12 settembre scorso, a Parma, dove avevo chiuso senza aver dato tutto, mi sono continuato ad allenare con appassionato impegno. Nel corso di queste tre settimane ho constatato, con soddisfazione, che le condizioni di forma sono cresciute ulteriormente, tanto da fare ottimi tempi sia nelle ripetute che nei lunghi a ritmo gara, stavo veramente molto bene ed ero desideroso di correre una mezza, per verificare la reale risposta in gara. Dopo alcune incertezze ho deciso di confermare Busto Arsizio, che avevo già messo in calendario durante l’estate. Solitamente, la mia dolce metà (moglie) mi “asseconda” in queste mie uscite, ma per Busto, a causa di ragioni lavorative, sono andato da solo. Arrivo intorno alle 17:00, vado in albergo a depositare la borsa e quindi al “Palacastiglioni”, per ritirare il pacco gara e il pettorale. Qua incontro l’amico Pino Maverna, responsabile delle iscrizioni e con lui scambio qualche parola sull’organizzazione della gara, che si è rivelata veramente buona; prima di salutarlo mi faccio indicare un buon ristorante per la cena, quindi mi reco a messa in una chiesa del carino centro storico. Uscito, intorno alle 19:15, riaccendo il cellulare, rispondo a qualche messaggio, dunque faccio un giretto, ormai by night, nel centro storico. Fattesi le ore 20:00, mi reco in quel ristorante indicatomi da Pino - tra l’altro vicino al mio albergo – mi accomodo e ordino: abbondante porzione di penne al pomodoro, petto di pollo ai ferri; insalata mista; e dopo, dal momento che avevo ancora fame, un bella pizza margherita con caffè finale. Confesso d’aver pensato che, forse, avevo mangiato un po’ troppo, ma alla fine ho lasciato andare queste infondate preoccupazioni e mi sono ritirato in albergo. Avevo intenzione di correre questa mezza ad un ritmo medio più veloce rispetto a Parma, intorno cioè a 4’44 – 4’50 e poi provare a spingere negli ultimi tre chilometri. Primo mattino di domenica 3 agosto: faccio colazione verso le 7:45, guardo un po’ di televisione e alle 8:30 riscaldamento in albergo. Ore 9:10 esco e già di corsa raggiungo la zona partenza. Molti amici podisti in atto di riscaldarsi, tra tutti Silvia Fiorenti e Walter Valli (Road Runners Club Milano); siamo in tanti, oltre 700 e la giornata è coperta al punto giusto. Ci siamo quasi, partenza alle ore 9:30 in punto, come da programma, mentre –assolutamente fuori programma- il microfono dello speaker si ammutolisce e si ricorre alla sola voce naturale senza alcuna amplificazione. Il primo chilometro è andato e lo percorro in 4’21, troppo forte per il ritmo prestabilito. Al secondo chilometro passo a 4’41, come da programma, ma qualcosa non va, non sento la gara, non riesco a capire dove stia correndo, corro come nel vuoto, senza alcuna motivazione, tra l’altro mi fan male le gambe. E al terzo, infatti, passo a 4’56, troppo lento! Continuo a non capire e al quarto transito in 4’53, non ci sono proprio con la testa, la mia mente è assente. Il quinto lo corro addirittura a 5’01 e il sesto a 5’00. D’improvviso, ritorno sulla terra, rinasce in me una forte motivazione, inizio dal settimo in poi, la mia corsa e corro questo mille in 4’53. Corro e continuando, la motivazione cresce e passo all’ottavo in 4’46, ci sono, le gambe iniziano a girare, ma è soprattutto la mente che ricomincia a funzionare. Il nono (4’43), il decimo (4’42), l’undicesimo (4’42), il dodicesimo (4’42) li faccio in grande spinta, ormai sto andando. Dal tredicesimo al diciassettesimo mi attesto su una media di 4’54 e sentendo bene le gambe, decido di cambiar ritmo non agli ultimi tre chilometri, ma dal diciottesimo in poi. Il diciottesimo lo corro, infatti, a 4’48. Al 19° km passo in 4’40, al 20° in 4’45 e l’ultimo, spingendo, con ciò che mi era rimasto, lo corro in 4’51. Riesco ancora a migliorarmi e lo faccio di un minuto rispetto a tre settimane fa, portando il mio personale a 1h41’10”. Il circuito della mezza di Busto è interamente piatto e veloce e la gestione e il controllo del tracciato si sono rivelati ottimi. A mio modo di vedere non sarebbe uno scandalo se si assegnasse a questa Maratonina il Campionato Italiano di Mezza Maratona 2005.

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