martedì 29 gennaio 2008

Stramilano 2004 - Articolo di Giovanni Certomà


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STRAMILANO - 2004
di Giovanni Certomà

La corsa su strada più antica d’Italia, nella sua edizione numero 33, ha nel complesso centrato una serie di obiettivi positivi. La grande novità di quest’anno è stata quella di non anticipare al giorno prima la competizione dei top-runner, ma si è voluto farli partire insieme agli amatori, autentica spina dorsale del mondo podistico; e il cambiamento è stato molto apprezzato dai “tapascioni” italiani. È stato anche raggiunto il record delle iscrizioni, visto che, gli oltre 3.700 dell’edizione appena trascorsa, ha superato quello precedente che si attestava attorno alle 3.200. La gestione del traffico si è rivelata più che buona, grazie ad una maggiore civiltà degli abitanti milanesi, i quali, anzi, assiepavano quasi ininterrottamente, per tutto il percorso, entrambi i lati delle strade. E questo ci porta automaticamente a rilevare l’altro aspetto positivo: l’aver spostato l’ora d’inizio della gara alle 11:30. Però, non è possibile compiere una beatificazione totale di quello che è stato l’assetto organizzativo. Se infatti, si vuole essere intellettualmente onesti, non si possono negare alcuni punti deboli dell’assetto organizzativo. In primo luogo, non è accettabile che pagando 15 euro si ritiri un pacco gara veramente misero (maglietta, due mini-confezioni di galatine, mini-confezione con n°2 cicche, e buono sconto da consumare in una nota catena…). Altra infelice trovata degli organizzatori è stata quella di fissare la partenza dal Castello Sforzesco e far depositare le sacche gara all’arrivo, Arena Civica; è stato scomodissimo. Infine, riconoscendo che il ristoro finale è stato stra-abbondante, è anche vero che, durante il percorso, in alcuni ristori è mancata l’acqua o era insufficiente; per non parlare degli addetti che hanno consegnate le bottiglie ancora chiuse. Sul piano prettamente agonistico, il tracciato più veloce del mondo sulla distanza, ha ospitato una schiera d’atleti di primissimo livello tecnico. Tanti gli africani presenti che, non hanno certo tradito le attese degli organizzatori. Si puntava ad un grande tempo, è questo si è verificato. Una gara che ha visto i corridori degli altipiani assoluti protagonisti sin dalle prime battute, e gli italiani presenti, con in testa Massimo Vincenzo Modica, non in grado di reggere il passo. Le gazzelle nere hanno proceduto compatti in cinque fino a due chilometri dall’arrivo, quando Robert Kipchumba scattava e guadagnava quei pochi secondi che gli hanno permesso di tagliare vittorioso il traguardo in 1h00’21”, migliore prestazione dell’anno sulla distanza; a pochi secondi giungevano Martin Sulle (1h00’27”) e Wilson Kiprotich (1h00’28”). La gara femminile è stata agevolmente vinta da Tiziana Alagia (1h13’21”) che, di ritorno da un periodo d’intensi allenamenti in Namibia, ha fatto un significativo test in vista della prossima maratona di Padova (25 aprile), dove proverà a guadagnarsi la convocazione per le Olimpiadi di Atene.
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