sabato 5 gennaio 2008

Omelia del giorno 06 Gennaio 2008 di Mons. Riboldi

Omelia del giorno 6 Gennaio 2008

Epifania del Signore

Abbiamo visto sorgere la sua stella


Chi davvero crede nell’amore del Padre, che si fa Dono, sa che la Solennità di oggi, per noi - un tempo ‘gentili’, ossia gente senza nome né domani e quindi come esclusi dal Cuore di Dio - oggi è il giorno in cui Dio ‘nasce per noi’. È - possiamo dire - il nostro Natale. Epifania, infatti, vuol dire ‘manifestazione’, ossia Dio chiama e si manifesta a noi.
È per questa ragione che gli Ortodossi festeggiano il Natale proprio oggi. Così lo predice il profeta Isaia: “Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce: la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco le tenebre ricoprono la terra, nebbia fitta avvolge le nazioni, ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno i popoli alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. A quella vista sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore. Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Madian e di Efa; tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando la gloria del Signore” (Is 60, 1-6).
Era davvero grande, agli occhi dei profeti, il giorno in cui Dio avrebbe aperto le porte del Cielo per dare a tutti la possibilità di riavere la bellezza e dignità, che era la nostra vera identità di creature di Dio. Non era sopportabile che vivessimo come degli sbandati, dei figli senza patria e padre, come smarriti. Non era sopportabile, neppure agli occhi del Padre, vederci ‘esuli figli di Eva’, senza la vera ‘carta di identità’, che documentasse la nostra origine: ‘figli di Dio’.
Se vogliamo la nostra Epifania è stata il giorno in cui i nostri genitori ci hanno portati al fonte battesimale.
È lì che abbiamo ‘incontrato Dio e Lui ci ha chiamati figli e ci ha resi eredi del Suo Regno’.
Ma poi, la nostra vita è davvero diventata un viaggio verso ‘Casa nostra’, il Cielo?
Che ne è della gioia del profeta Isaia? Credo che quanti di voi, amici carissimi, che con me siete in cammino verso Gesù, come i Magi, soffriate nel vedere come, tutto ciò che è ‘nostro’, il consumismo ce l’abbia letteralmente rapinato, usando i Magi e facendoli divenire ‘befana’ - come del resto Gesù Bambino è diventato Babbo Natale! -. L’Epifania non è più la grande gioia di essere chiamati da Dio, ma è ‘il giorno di altri doni’.
Ma noi camminiamo dietro quei Magi, che venivano dall’Oriente, e ci facciamo stupire dalla gioia della ricerca e della scoperta di Gesù. È troppo bello il racconto che Matteo ci dona, raccontandoci l’Epifania: “Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, alcuni Magi giunsero da Oriente a Gerusalemme e domandavano: Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo. All’udire queste parole il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda; da te nascerà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele. Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: Andate e informatevi accuratamente del bambino, e quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo. Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua Madre, gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese” (Mt 2, 1-12).
Proviamo insieme a riflettere su alcuni aspetti di questa ricerca di Dio, da parte dei Magi.
Non sapevano nulla di Dio - penso - e tanto meno del Messia. Ma il fatto di farsi attrarre da ‘qualcosa di grande, divino’, che era apparso in Giudea, mostra con tanta evidenza due cose:
- erano uomini alla ricerca del ‘grande’, che è sicuramente nella vita, ma di cui non conoscevano né l’origine né l’essenza. Ma ‘doveva’ esserci ‘qualcosa di più’! Non è così anche per noi, se abbiamo conservato la nostra nativa nostalgia di Dio? Ne sentiamo l’attrazione, che diventa per tanti desiderio e quindi ricerca;
- la stella è il ‘segno’ della chiamata di Dio: per noi è la stella della fede che ci indica la via da percorrere per ‘cercare Colui che ci cerca’ e incontrarLo.
Se oggi, per tanti, il Dono dell’Epifania - manifestazione di Dio a noi per faci entrare nel Suo amore - pare non abbia più il fascino e la passione della ricerca, che è la storia dei veri cristiani, è per il ‘materialismo’, che ha come rubato il richiamo del divino, e quindi, della vera gioia, e blocca anche la voglia di cercare la nostra stella.
- Pericoloso davvero cercare Dio in questo mondo, che Lo ha escluso o emarginato, come ‘un di più, di cui si può fare a meno’, quando addirittura non si pensa che ‘limiti la nostra libertà, crescita e felicità’! Quando, come per i Magi, si cercano notizie su Dio dai tanti Erodi, che non amano avere Qualcuno che oscuri potere, piacere, ricchezza, questi cercano di sterminare l’Unico che può riempire il cuore e donare quella libertà interiore che sa suggerire la voglia di ‘cercare’ in Alto: una ricerca in cui sempre si affaccia la stella che fa da guida.
Pensando alla grande gioia dei Magi nell’avere trovato il Bambino, come non ritrovare anche la nostra gioia di un Dio che ci attende, per farci conoscere la vera felicità?
Viene da chiedersi se esistono ancora le ‘stelle’, ossia i ‘segni’ che ci aiutano ad andare da Gesù.
Annotava Paolo VI a proposito: “E’ interessante la questione dei segni dimostrativi della religione anche per la Chiesa discente, anche per il popolo di oggi, ancora suscettibile di vibrazioni spirituali e di richiami cristiani. Potremmo fortunatamente fare un elenco di fatti che ancora parlano come segni del misterioso mondo religioso. Anzi, alcune volte notiamo che vi è gente, così avida di avere segni di tale mondo religioso che facilmente si illude di averli incontrati: è il fenomeno della superstizione, dello spiritismo, dei pseudo-miracoli; fenomeno curioso, ma persistente e petulante, che l’autorità della Chiesa deve continuamente esaminare, contenere e diffidare, e che spiega come sia tuttora più facile la diffusione delle infatuazioni religiose, che non la diffusione della buona dottrina, perché molti spiriti sono più trascinati dai segni presunti o reali, che non dalla verità stessa a cui i segni dovrebbero portare. Vi sono per altro, altri segni a cui la mentalità moderna è ancora sensibile per trarne argomento delle realtà religiose nascoste e da questi segni fatta palese. Le storie dei convertiti - ed anche il nostro tempo registra magnifiche storie di conversione alla fede cattolica - ci documentano l’esistenza, la verità e l’efficacia di alcuni segni, i quali hanno svelato segreti, indicato doveri, collaudato ragionamenti, confermato avvenimenti di carattere religioso.
Lo Spirito Santo vibra ancora nel tessuto dell’esperienza umana e di tanto in tanto ferisce con la sua luce amorosa il cuore degli uomini, specialmente se questi sono in uno stato di ‘buona volontà’, cioè di retto ed onesto impiego delle loro facoltà spirituali. Sì, i segni della Epifania, della manifestazione di Dio nel mondo sono tuttora molti per chi li sa e li vuole osservare” (6 gennaio 1962).
Posso io stesso essere testimone di tanti che, illuminati dalla Parola e dalla Grazia, hanno improvvisamente trovato la loro ‘stella’, ed hanno iniziato un cammino molto simile a quello dei Magi ed ora sono davvero felici, tanto sereni… anche se, per trovare questa stella, sono dovuti uscire dal buio del mondo, capace solo di riempire di ‘stelle materiali’ le strade, i negozi, che nulla hanno a che fare con le ‘stelle di Dio’, che si affacciano agli spiriti grandi.
Prego per tutti voi, miei amici carissimi, che siate come i Magi, capaci di scrutare il Cielo, la vera ‘nostra Casa’, e trovare la ‘vostra stella’, che faccia strada nella vita. È troppo bello sentirsi, non solo chiamati da Dio, ma addirittura guidati, sostenuti, rafforzati, tenuti per mano da Lui!
È una meravigliosa Epifania che mostra giorno per giorno la sua bellezza. Con voi vorrei dunque pregare: Padre, ti ringraziamo, perché qualcuno ci ha presi per mano e ci ha accompagnati fino ad incontrare Gesù.
Con Maria e Giuseppe, con i pastori e con i Magi, noi Lo contempliamo e adoriamo.
Per mezzo di Lui noi ti offriamo quello che abbiamo e siamo: accogli la nostra povertà e aiutaci a perseverare nell’Amore.

Antonio Riboldi – Vescovo –
Internet: www.vescovoriboldi.it
E-mail: riboldi@tin.it

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