martedì 8 gennaio 2008

Mezza maratona di Parma 2006: Grazie Eugenia! di Giovanni Certomà


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Mi avessero detto prima della gara che avrei corso in 1h43’ non solo avrei riso, ma anche mandato il mal capitato in qualche bel luogo poco soleggiato e molto ghiacciato. Un pensiero naturalmente ironico ma reale nella sostanza. Da quasi tre mesi e mezzo non correvo una mezza maratona e mi sarei accontentato di rientrare sulla distanza concludendo la gara. Poi non sapevo dopo tanto tempo quale sarebbe stata la mia tenuta –a certi ritmi- fino alla fine, quindi era una sorta di scoperta di cosa avessi potuto fare dopo una estate in cui sono riuscito ad allenarmi con una certa costanza, soprattutto a luglio. Parma è una città che amo per il suo centro storico, la sua cucina, la sua atmosfera notturna che, sabato ho assaporato lentamente, passeggiando e osservando estasiato tutto ciò che si presentava dinanzi al mio “piccolo” sguardo. E poi l’organizzazione di questo Festival della corsa per soli amatori ha confermato ancora una volta di essere veramente ai vertici in Italia. Una miriade di distanze: 10 km, mezza maratona, maratona, 30 km e soprattutto la “Corri per la vita”, stracittadina a scopi benefici, hanno reso Parma una città domenica 10 settembre ancora più viva e accogliente di quanto non lo sia già. Ormai l’organizzazione è ben rodata e direi che tutto ha funzionato alla perfezione: controllo del traffico, ritiro pettorali e pacco gara, diploma con tempo finale, ristori come sempre abbondanti e ben curati. E poi a Parma avevo conosciuta nell’edizione di due anni fa Eugenia Ricchetti (Calcestruzzi Excelsior Rubiera), che è diventata nel corso del tempo una autentica amica e proprio con Lei ci eravamo dati appuntamento per l’edizione 2006. Giornata sicuramente calda, ma parte del percorso ben ombreggiato e ha reso meno faticoso lo sforzo di tutti. La mia prima parte di gara, escluso il 1° km a 4’25, è stata molto guardinga, in controllo, correndo leggermente sotto ai 5’, ma sentivo bene la gamba, chilometro dopo chilometro mi accorgevo e mi scoprivo essere in una condizione niente male. Intorno all’11° km, da dietro, sento una voce familiare: “Giovanni!”. Era Eugenia che saluto con grande gioia e con Lei si procede per una seconda parte sicuramente molto più veloce attorno a 4’40. A chi ancora dice a noi runner: “ma chi te la fa fare di macinare tanti chilometri!”. Direi che la risposta è lapidaria: “perché in corsa nascono le autentiche e disinteressate amicizie, quelle che ti fan capire che la vita personale può diventare sociale, collettiva e soprattutto affettivamente piena”. Si procede bene insieme ad Eugenia e nei secondi 10 km della gara si ha modo di parlare di molti argomenti: dagli allenamenti, alla famiglia, al lavoro, ai prossimi impegni podistici. Correre con Eugenia mi facilita molto, anche se sento di non stare per niente male. Lei mi dice di andare, ma io preferisco seguirla, quel ritmo mi va bene. Procediamo in un crescendo che aumenta ulteriormente gli ultimi due chilometri. Spingiamo ancora all’ultimo mille e si taglia insieme il traguardo. Grazie Eugenia!!!*Foto di Roberto Mandelli - www.Podisti.net

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