mercoledì 9 gennaio 2008

Lettere a Theo sulla pittura di Vincent Van Gogh


http://wahooart.com/A55A04/w.nsf/OPRA/BRUE-5ZKGXX/$File/Vincent%20Van%20Gogh-Wood%20Gatherers%20in%20the%20Snow.jpg

Domenica mattina (L'Aia, settembre 1882) 2° parte


.......In un certo senso sono lieto di non aver imparato a dipingere, perché in tal caso potrei aver imparato a trascurare un effetto come questo. Ora io dico, no, questo è proprio quanto voglio - se è impossibile, è impossibile; cercherò di farlo, benché non sappia come si dovrebbe fare. Io stesso non so cole lo dipingo. Mi siedo con una tavola bianca di fronte al luogo che mi colpisce, guardo quel che mi sta dinanzi, mi dico: "Questa tavola vuota deve diventare qualcosa" - torno insoddisfatto - la metto via e quando mi sono riposato un pò, vado a guardarla con una specie di timore. Allora sono ancora insoddisfatto, perché ho ancora troppo chiara in mente quella scena magnifica per poter essere soddisfatto di quello che ne ho tirato fuori. Ma trovo che nel mio lavoro c'è in fondo un'eco di quello che mi ha colpito. Vedo che la natura mi ha detto qualcosa, mi ha rivolto la parola e che io l'ho trascritta in stenografia. ...........

Vedi che sono immerso con ogni mia forza nel dipingere; sono preso dal colore - finora mi sono trattenuto e non ne sono dispiaciuto. Se non avessi disegnato tanto, non sarei in grado di afferrare il senso e di rendere una figura che ha l'aspetto di una terracotta non finita. Ma ora mi sento in mare aperto - la pittura va continuata con tutte le forze che posso dedicarle...

Penso a te tanto spesso. Voglio che il lavoro diventi saldo, serio, virile anche perché tu possa averne soddisfazione il più presto possibile.

Il soggetto a volte richiede una pittura delicata, a volte il materiale, la natura stessa delle cose che si dipingono richiedono una pittura a strato spesso. Mauve, che dipinge in modo molto sobrio in confronto a J. Maris, e anche di più rispetto a Millet o a Jules Duprè, ha intere scatole da sigari piene di tubetti di colori vuoti negli angoli delle stanze dopo una cena o una serata, come le descrive Zola, ad esempio.

frasi dal libro Lettere a Theo sulla pittura di Vincent Van Gogh

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