mercoledì 16 gennaio 2008

Le quattro, una strada d'estate di Medbh McGuckian


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Dappertutto, il pianto di un bambino, mi accanivo
sulle piastrelle azzurre del camino come uova di pettirosso,
che a una stanza danno quasi un calore svolazzante.

Soltanto quello spicchio sottile di casa ha assorbito
il mio odore, come un bacio scivolato in uno specchio
a tre lati, come il riflesso di una ragazza fulva

dal pantalone sdrucito e incollato al nostro.
Aveva il corpo ermafrodito di un fiore,
quando per sempre varcò l'uscio sigillato.

Sapevo che si dissetava d'azzurro e che le si era asciugato
dentro: che lo portava vivido in sé
persino dopo e che la sua musica fece l'altra immagine

a pezzi. Se quello di cui andava a caccia potesse entrarmi
negli occhi, brillerei nella finestra del suo sangue come vino,
o essenza, finché più nulla restasse di me tranne l'ascolto.

poesia di Medbh McGuckian

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