mercoledì 16 gennaio 2008

L'azzurro che lei si porta dentro di Medbh McGuckian


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Per Teresa

Novembre, come un uomo prende tutte
le sue camicie e tutte le sue cravatte, poco a poco
annota un milione di foglie, e quel
numero civico color leone, il sole,
nel suo diario. Con un cerchio:
Niente, per ricordare a se stesso le mele acerbe,
che cadono con l'aria di una prova generale a giugno
come se il loro intento fosse meditato da altri.

Lo specchio mi morde dentro come una nuvola
il labbro fluviale di un lago a tre punte
che con la luna nuova prende
forma di luna. Per un urto improvviso
il mio ceppo si è incenerito, un bosco di colori
invernali che non ho mai veduto: baciati col sangue,
piatti dai ricami d'oro appaiono
per un istante creature selvatiche.

Mentre il fumo che potrebbe scappare
s'addensa nella stanza bollente come un monte
che emana nebbia che non si dirada.
Dici qualcosa ancora sulla montagna che mi riempie
d'acqua la bocca come una nuvola a mezz'aria
sceglierei, se potessi, di contenermi
come pietra che serba la sua memoria.

I tuoi occhi cambiano colore quando ti muovi
e non li cattureranno le parole. La loro curva di cielo
senza cigni come una stella consapevole mantiene
la promessa che viene dal vento, dall'azzurro
che lei si porta dentro. Se la bellezza vive
fuggendo e lascia il segno, il tuo polso
avrà l'impronta delle mie dita all'alba.

poesia di Medbh McGuckian

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