lunedì 7 gennaio 2008

I versi di Vittorio Sereni


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Se ne scrivono ancora.
Si pensa a essi mentendo
ai trepidi occhi che ti fanno gli auguri
l'ultima sera dell'anno.
Se ne scrivono solo in negativo
dentro un nero di anni
come pagando un fastidioso debito
che era vecchio di anni.
No, non è più felice l'esercizio.
Ridono alcuni: tu scrivevi per l'Arte.
Nemmeno io volevo questo che volevo ben altro.
Si fanno versi per scollare un peso
e passare al seguente. Ma c'è sempre
qualche peso di troppo, non c'è mai
alucni verso che basti
se domani tu stesso te ne scordi.

dal libro Il grande amico di Vittorio Sereni

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