domenica 6 gennaio 2008

I sonetti a Orfeo di Rainer Maria Rilke


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Parte Prima
I
E ascese un albero. O puro trascendere!
Orfeo canta! Oh alto albero che nell'orecchio sorge!
E tutto tacque. Ma anche in quel tacere
fu nuovo inizio, segno e metamorfosi.

Uscirono animali di silenzio dal chiaro
del liberato bosco, da tane e da cespugli:
e fu palese che non per astuzia,
non per paura in sè chiusi tacevano, ma intenti

stavano ad ascoltare. Ruggiti, gridi, bramiti
parvero affievoliti in loro. E ove prima era
meno di una capanna a ricevere la voce,

un nascondiglio di indistinte brame
con un accesso i cui stipiti tramano -
tu fondasti nel loro udito i templi.

II
E quasi una fanciulla era, sgorgata
da questa unanime felicità di canto e lira;
spendeva tra i suoi veli primaverili, chiara
e s'adagiò nel letto del mio orecchio.

E in me dormì. E tutto era il suo sonno.
Gli alberi ovunque che ammirai e questa
lontananza tangibile, questi toccati prati
e ogni stupore che mi colse.

Lo dormì, il mondo. Come l'hai tu compiuta
che non desiderò prima esser desta
o dio del canto? Nacque ed entrò nel sonno.

La sua morte dov'è? Ne inventerai la melodia
tu, prima che il tuo canto si consumi? -
Ove scompare se da me si perde?...Una fanciulla quasi...

dal libro Poesie di Rainer Maria Rilke




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