sabato 19 gennaio 2008

I delitti della luce di Giulio Leoni


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Cap. 8
Dopo il mezzodì del 13 agosto
Doveva essere scivolato nel sonno senza accorgersene, stremato. Eppure aveva la sensazione di avere chiuso le palpebre soltanto per qualche istante, abbandonandosi a quel ronzio confuso di suoni e immagini che sembravano levarsi dal pavimento di legno. Gli pareva che sotto i suoi piedi si fossero scoperchiate le antiche tombe dei morti sepolti nella chiesa, e che le loro ombre fossero salite fin lì, a osservarlo e spronarlo all'azione. Quando riaprì gli occhi, la cella era inondata di luce. Si guardò intorno, la mente ancora annebbiata, cercando di calcolare dall'altezza del sole il tempo trascorso. L'astro aveva già oltrepassato il suo culmine e cominciava a scndere verso occidente. Si levò di scatto, tentando di riordinare le idee.
Intanto i suoni e le voci intorno andavano definendosi. C'era un andirivieni frenetico sotto il portico. Si avvicinò alla porta, spalancandola.
Un uomo del bargello apparve trafelato sull'uscio. "Venite, priore! C'è stato un altro assassinio!"
"Dove?" chiese allarmato Dante, uscendo precipitosamente.
"A Santa Croce. Nella casa di maestro Alberto, il lombardo."
"Cos'è successo?"
"L'uomo, il maestro...E' stato assassinato nella sua bottega, venite!"
Il priore si mise in moto con la rabbia che gli avvelenava il sangue. I bargellini cercavano di fargli da scorta, aprendosi la strada tra la folla, ma erano ostacolati dalle lunghe lance, così lui giunse da solo alla porta della bottega. L'uomo giaceva coperto di sangue sul pavimento, accanto agli arnesi
del suo mestiere ancora ordinatamente disposti sul balcone. Per quello che poteva ricordare Dante, niente era stato toccato. Le casse e gli stipi non erano stati forzati, come se l'assassino non avesse nutrito alcun interesse per il loro contenuto. Chi aveva ucciso non sembrava avere asportato nulla.
"Dov'è Amid, il suo servo?" chiese al bargello, che stazionava sulla porta.
"E' fuggito dopo avere assassinato il suo padrone. Tutta la compagnia di sestiere è sulle sue tracce. Non scapperà a lungo" rispose il capo delle guardie, tronfio. "Abbiamo già controllato, ma non manca nulla. Di sopra, nella stanza da letto, c'è un piccolo forziere pieno di fiorini. Non è stata la mano di un ladro, ma quella vendicativa del suo servo a spegnerlo".
Dante fece una smorfia di disappunto. Se i bargellini avessero messo le mani su quell'innocente nulla avrebbe potuto salvarlo, pensò con amarezza. Nemmeno la sua autorità di priore, ormai prossima alla scadenza. Vide in un angolo il tappeto da preghiera di quel disgraziato, e sopra il libro............
dal libro I delitti della luce di Giulio Leoni

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